novità in libreria

I montanari alla grande guerra

Per doverosamente commemorare i Caduti delle nostre valli nel centesimo anniversario della Prima Guerra Mondiale, che per l’Italia iniziò il 24 maggio 1915 e che causò oltre 600.000 morti e più di un milione di feriti, la rivista Savena Setta Sambro ha pubblicato una serie di articoli che narrano la tragica esperienza vissuta dai montanari dell’Appennino chiamati alle armi.

La compagna di banco. Nuovo libro di Adriano Simoncini

Il capello biondo di una compagna di scuola comparso sul suo banco ispira a Adriano, adolescente, il primo sonetto: con uno sguardo Camilla lo ha innamorato. Così iniziano i ricordi dell’autore, collegiale in Ciociaria nell'immediato dopoguerra. Terra che gli è rimasta nel cuore e che descrive come era allora, quasi un film in bianco e nero di Rossellini.

Da qui, messere, si domina la valle

« Le pagine dell'amico Fabrizio Monari ci riportano a tratti indietro nel tempo. Non è un passato remoto, come quello che siamo abituati ad incontrare nell'amarcord della civiltà contadina, piuttosto è un passato prossimo, relativamente recente, ma nel contempo distante anni luce dalla chiassosa e frenetica vita di oggi. Ecco quindi le imprese dei ragazzi degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, avventure piccole e grandi ripercorse attraverso gli occhi e i sentimenti di un bambino e poi di un ragazzo che ha vissuto quegli anni e che ha sentito narrare di storie trascorse. 

Flora della Pianura padana

È uscito da qualche mese per i tipi della Zanichelli il volume Flora della Pianura Padana e dell'Appennino Settentrionale. Fotoatlante della Flora vascolare, un volume di 746 pagine, rilegato. Gli autori sono Giancarlo Marconi, che molti conosceranno per la sua puntuale e qualificata partecipazione alla sezione Obiettivo Natura della nostra rivista, e Francesco Corbetta, già ordinario di Botanica presso l’Università dell’Aquila e pioniere dei movimenti per la conservazione della Biodiversità italiana.

Il Castrum Verabulum...

Paolo Bacchi è uno degli autori ‘storici’di Savena Setta Sambro in quanto collabora alla nostra rivista fin dai primissimi numeri, cioè da oltre vent’anni. Ma soprattutto perché i suoi contributi sono di storico appassionato e qualificato. Da tempo dedica la sua ricerca ai Longobardi, alla loro venuta in Italia nel 568 e al loro insediamento nella Tuscia, in Emilia e in particolare nel nostro Appennino. Le vicende dell’occupazione e del secolare scontro con i ‘Romani’ di Bisanzio sono ancora in buona parte da investigare.

Il borgo di Pian di Macina

Pian di Macina è un borgo del comune di Pianoro oggi attornia- to da capannoni artigianali. Prende il nome dal mulino medievale che ha macinato con l’acqua del Savena fino all’immediato dopoguerra. Vi portavano a soma le loro granaglie i monaci della millenaria abbazia di San Bartolomeo di Musiano, che ancora svetta sul colle poco distante, interamente ricostruita dopo le distruzioni della guerra. Col nome di Musiano il borgo è stato comune fino al 1865, a unità d’Italia compiuta e quando gli altri comunelli medievali già erano stati soppressi dalla riforma napoleonica del primo ‘800.

Da Monghidoro in Turkestan e ritorno

Alla redazione di Savena Setta Sambro giungono – e non poteva essere altrimenti, se si considera che tra le finalità della rivista v’è quella di raccogliere e far cono- scere le testimonianze di un altro tempo e di un’altra cultura – molti scritti autobiografici, spesso già raccolti in volume, che raccontano la storia della gente montanara e che noi doverosamente presentiamo in questa rubrica. In genere narrano la quotidianità contadina, ormai leggibile come melanconica favola, oggi a lieto fine, per i bam- bini della scuola primaria.

Da qui, messere, si domina la valle

Da qui, mesere si domina la valle

Il nuovo di libro di Fabrizio Monari, che raccoglie 25 racconti ambientati in Appennino.

Il vento passò a lungo, bruciò i miei occhi e i miei pensieri. Passò con tutta la sua forza e per un attimo pensai che riuscisse nel miracolo, poi anch’egli divenne stanco e cadde.
Mi accorsi che la sera stava diventando dolce attorno a me, che l’osteria si stava riempiendo.
Gli uomini uscivano dalle case.
Un sorriso fra le rughe, sul viso di una vecchia.
Dissi a me stesso che me ne sarei andato.

Mario Nanni, una vita inquieta

Un libro sulla vita e l’opera di Mario Nanni, scritto con accattivante stile da Clara Ghelli, è stato presentato, con intervento di numerose persone, dapprima a Monzuno, e recentemente a Bologna, nella sede dell’Emilbanca di Bologna. Dopo il saluto del direttore Daniele Ravaglia, hanno parlato dell’artista il prof.

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